domenica 10 marzo 2019

CIUCCIO: COSE CHE LE MAMME DEVONO SAPERE

Quand’è il momento di smettere col ciuccio? I pediatri concordano che gli svantaggi cominciano ad essere superiori ai benefici oltre i 10-12 mesi di età, specie se l’uso è intensivo. Il primo inconveniente è che il ciuccio potrebbe favorire l’insorgenza di otiti: il meccanismo non è ancora chiarito, ma si ipotizza che la suzione prolungata favorisca il reflusso di secrezioni nasofaringee all’interno della tuba di Eustachio. 

Che dire invece dell’associazione ciuccio-problemi ai denti? “In letteratura si evidenzia che l'utilizzo del succhiotto nei primi 24 mesi di vita del bambino non è dannoso per la bocca” dice Pamela Armi, odontostomatologa presso l’Ospedale Pediatrico Anna Meyer, Azienda Ospedaliera Universitaria di Firenze.



“Anzi, in alcuni casi sembra ridurre l'incidenza di alcune malocclusioni e costituire uno stimolo positivo allo sviluppo dell'apparato stomatognatico. A differenza della suzione del dito, che invece costituisce l'abitudine più dannosa per i bambini in quanto il dito esercita una pressione più intensa sui denti e sul palato, è più ingombrante ed è più difficile toglierne l'abitudine”.

Nessun danno, dunque, a patto ovviamente di non intingere il succhiotto in sostanze zuccherate che potrebbero causare carie e che potrebbero abituare il bambino a sapori diversi dal latte materno. Un’attenzione particolare al miele, sconsigliato per tutto il primo anno di vita per scongiurare rischi di infezione da botulino.

Fino a sei mesi circa di età, il ciuccio va sterilizzato almeno una volta al giorno o quando cade in un ambiente sporco. Questo perché il sistema immunitario del neonato è ancora immaturo ed è più elevato il rischio di infezioni gastrointestinali o dovute a colonizzazione orale da Candida. Non c’è bisogno invece di lavarlo se cade tra le lenzuola del lettino e basta sciacquarlo semplicemente sotto acqua corrente se cade in un ambiente pulito.

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