Il ciuccio può essere sterilizzato o mediante bollitura (facendo bollire l’acqua per almeno cinque minuti) o con il vapore (vi sono appositi sterilizzatori a vapore) o ancora immergendolo per alcune ore in una soluzione disinfettante a base di ipoclorito di sodio. Orientativamente dopo i sei mesi si può diradare la frequenza di sterilizzazione, fino a lavarlo solo con acqua.
Che dire dell’abitudine da parte di alcuni genitori di mettersi in bocca il ciuccio quando non hanno a disposizione lo sterilizzatore? “È vero che la saliva può contenere sostanze antibatteriche, tuttavia vi sono batteri che per un adulto sono innocui ma per un bambino piccolo possono essere dannosi, per questo è opportuno evitare” risponde Claudio Profeti.
In media il ciuccio andrebbe sostituito ogni due mesi, sia per adattarlo alla crescita del cavo orale (vi sono in commercio succhiotti di varie misure), sia per questioni igieniche. I ciucci in silicone in particolare vanno sostituiti se si notano abrasioni o ‘taglietti’, quelli di caucciù vanno cambiati quando diventano più porosi e formano una patina biancastra, perché, oltre a trattenere odori sgradevoli, possono essere contaminati da batteri.

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