Secondo un articolo del New York Times, alcuni pediatri hanno una visione feticista degli oggetti transizionali, e argomentano che il normale sviluppo del bambino non ne ha bisogno; tuttavia la maggior parte dei medici li hanno accolti e concordano sull’importanza di questi oggetti per lo sviluppo dei bambini.
Sono soprattutto i genitori a preoccuparsi se il figlio mostra un eccessivo attaccamento verso l’oggetto transizionale. Vediamo quali sono i problemi maggiormente avvertiti:
I genitori spesso si preoccupano che gli oggetti transizionali portino i bambini a succhiarsi il pollice. Alcune volte questo può accadere, ma non è sempre così. Bisogna ricordare che succhiarsi il dito è normale per un bambino, un modo naturale per sentirsi a proprio agio nel mondo.
Gradualmente e secondo i suoi tempi, il bambino abbandonerà questa pratica così come quando si sentirà pronto abbandonerà l’oggetto transizionale.
La paura più grande dei genitori è che i bambini possano sviluppare una sorta di dipendenza dall’oggetto. L’abbandono avviene spontaneamente, quando il piccolo si sente pronto e sicuro per poter affrontare da solo gli ambienti, le persone nuove, e quando aumenta il suo interesse per gli stimoli esterni.
Crescendo, il bambino matura e trova altri modi per far fronte allo stress.
Un’altra grande paura è che l’oggetto impedisca la costruzione di relazioni autentiche in futuro. Come per i punti precedenti, non bisogna dimenticare che quella dell’oggetto transizionale è una tappa fondamentale nello sviluppo psicologico e sociale del bambino.
La relazione del piccolo con l’oggetto rappresenta anzi la prima transizione tra l’esclusiva relazione con la madre a quella con l’altro e col mondo.

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