I disturbi alimentari diffusi nei bambini Secondo alcuni recenti studi, in Italia un bambino su dieci (nella fascia d’età tra 0 e 12 anni) soffre di un disturbo del comportamento alimentare. I più diffusi si dividono tra quelli che colpiscono durante la prima infanzia e quelli che invece sono caratteristici di bambini più grandi.
Nella prima infanzia rientrano i bambini della fascia d’età tra 0 e 2 anni. Uno dei problemi principali in questo periodo è il disturbo della nutrizione, che si verifica quando il piccolo non riesce ad assumere la giusta quantità di cibo, mostrando quindi segnali di scarsa crescita. La pica, invece, chiamata anche allotriofagia, consiste nell’ingerire sostanze non commestibili.
Se nei primi mesi di vita questo comportamento è del tutto normale (i bambini esplorano con la bocca), verso i due anni di età potrebbe indicare qualcosa di più profondo. Infine si manifesta sempre più spesso un problema di ruminazione, ovvero il rigurgito di cibo non ricollegabile a patologie quale il reflusso gastroesofageo.
Nell’età della scolarizzazione, i disturbi di tipo alimentare si fanno più diffusi. Uno dei principali è il comportamento selettivo: il bambino rifiuta di assaggiare cibi nuovi e si ostina a mangiare solo poche alternative che ritiene “sicure”. Nei casi più gravi, il piccolo può rifiutarsi completamente di mangiare, mostrando un disinteresse totale verso il cibo.
Un comportamento particolare è invece la disfagia funzionale: il bambino vorrebbe mangiare, ma ha paura di soffocare o di vomitare e mostra un blocco psicologico nell’assumere il cibo. Solitamente, dietro questo disturbo c’è un trauma – magari un boccone andato di traverso che ha spaventato il bambino.
È importante non sottovalutare alcun segnale: se noti qualcosa di strano nel rapporto che tuo figlio ha con l’alimentazione, parlane con il pediatra. Bisogna infatti intervenire tempestivamente, perché se protratti nel tempo questi disturbi possono provocare alterazioni nella crescita e profondi disagi con il cibo.

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