Nei primi mesi di vita il neonato non ha alcuna dimestichezza con il ritmo notte/giorno per questo motivo le sue giornate sono scandite da brevi intervalli di vitalità inframmezzati da riposini di qualche ora, il piccolo si addormenta quando è stanco non risentendo dell’influenza della luce del sole, dal momento che il suo orologio biochimico deve ancora formarsi ed essere regolato dal cortisolo e dalla melatonina, rispettivamente l’ormone del giorno e l’ormone della notte.
Questi ormoni si sviluppano sotto l’influsso diretto del costante alternarsi di luce e buio, da cui dipende la stessa attivazione dell’orologio biochimico. Nel corso della crescita le abitudini del bambino tendono ad adeguarsi a quelle dell’adulto, ma a loro volta spetta ai genitori il compito di insegnare al bambino a distinguere tra giorno e notte, luce e buio. A partire dai sei mesi di vita il bambino potrà abituarsi al ritmo notte/giorno grazie all’aiuto dei genitori che dovranno cercare di sostenere la normale formazione del suo orologio biologico.
Tra le sane strategie da mettere in atto, affinché il neonato inizi a capire che il sonno diurno è più breve da quello notturno, ci sono alcune accortezze da seguire nel corso dei sonnellini pomeridiani, garantendo al piccolo un ambiente consono al riposo: il bambino non deve dormire completamente al buio e nel totale silenzio, è bene che sia presente un leggero rumore di sottofondo.
Invece quando si mette a dormire il bambino di notte è indispensabile la mancanza di luce e di rumori molesti, bisogna poi fare attenzione al luogo in cui il neonato si addormenta, è bene abituarlo ad addormentarsi nel luogo dove si risveglierà al mattino, in modo da creare una sorta di attaccamento al luogo in cui si dorme.

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