Non è, infatti, umanamente possibile avere tutto sotto controllo, né essere brave in ogni cosa. Magari si ha anche la percezione di potere tutto, ma si tratta di una sensazione in parte fasulla e controproducente. Il rischio? Un esaurimento nervoso.
Purtroppo, già dall'infanzia, alle figlie femmine si tende a chiedere sempre di più, le aspettative sono troppo elevate e questa sorta di ansia da prestazione e da risultato si prolunga sino all'adultità, generando mamme "wonder woman" che, prima o poi, inevitabilmente crollano.
Non è, però, semplice allentare la presa e accettare di non poter fare tutto alla perfezione: uno dei modi per riuscirci è concentrarsi sulle ripercussioni positive che ciò avrebbe sulla propria salute fisicamente parlando e, quindi, sulla salute di tutta la famiglia.
Parlare del proprio stress e dello stato di esaurimento che si sta attraversando, è sempre un'ottima idea per ridurre la tensione e la sensazione di oppressione. Con chi parlare? Col partner, con un'amica, con uno specialista. Ma può accadere che il partner, pur se innamorato, non sia la persona giusta per accogliere questo tipo di confessioni.
In questi casi, è bene scegliere un confidente d'elezione: può trattarsi dell'amico del cuore o di un semplice conoscente (con poche aspettative e un minor impatto emotivo), l'importante è riuscire ad aprirsi e a "fare uscire" lo stress, verbalizzandolo.
Lo stesso tipo di beneficio si ottiene imparando a perdonarsi: i sensi di colpa, spiccatamente materni, sono tra le più grandi e comuni fonti di stress per la donna. Liberarsene non è semplice, perché la colpa genera colpa, ma è il caso di provarci magari con l'aiuto di un esperto (per esempio, intraprendendo un percorso psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale).

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