Bimbi che non parlano a due anni: le cause del ritardo fonologico per intervenire in modo tempestivo quando necessario. Scopriamo di cosa si tratta e i fattori di rischio.
Sono molti i genitori che si fanno prendere dall’ansia quando vedono che i propri bambini tardano a parlare dopo aver superato la soglia dei due anni. A volte si parla di semplice pigrizia, mentre altre si tratta di ritardo fonologico, che però non è affatto indice di ritardo nello sviluppo cognitivo.
Il linguaggio infantile rimane, per certi versi, ancora un mistero, soprattutto se si pensa che i bimbi imparano con facilità a padroneggiare una lingua nel giro di pochissimo tempo, dimostrando una competenza linguistica paragonabile quasi a quella di un adulto.
La competenza comunicativa, però, non nasce improvvisamente con la prima parola che il piccolo pronuncia, poiché il bambino, già prima che manifesti il linguaggio orale, comprende buona parte delle comunicazioni dell’adulto. È importante tenere a mente che lo sviluppo fonologico varia da bambino a bambino, sia per età che per l’ordine di acquisizione dei diversi fonemi.
Se un bambino di 2 anni e mezzo non riesce ancora a camminare possiamo avere quasi la sicurezza di essere di fronte a qualcosa di patologico nello sviluppo motorio. Se, invece, a 2 anni e mezzo il linguaggio espressivo non ha ancora fatto la sua comparsa, è giusto preoccuparsi ma senza giungere a conclusioni affrettate circa la presenza di un disturbo patologico.

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