domenica 10 marzo 2019

CIUCCIO: COSE CHE LE MAMME DEVONO SAPERE

Sì al ciuccio dopo il primo mese di vita, se è gradito, anche per proteggere dal rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante, morte in culla); ok al ciuccio a ciliegina e in silicone per i primi tempi e poi a goccia e in caucciù; il ciuccio non ‘vizia’ il bambino, basta usarlo con buonsenso e cominciare a toglierlo dopo l’anno di età.

“Il silicone resiste bene alla sterilizzazione senza alterarsi, pertanto è più indicato nelle prime fasi della vita, in cui l’igiene è estremamente importante; d’altro canto, essendo un materiale abbastanza fragile, sarebbe meglio evitarlo quando il bambino comincia a mettere i denti, poiché potrebbe staccarne dei pezzetti e inalarli” dice Claudio Profeti, neonatologo presso l’Ospedale Pediatrico Anna Meyer, Azienda Ospedaliera Universitaria di Firenze.

“Il caucciù è meno consigliabile nei primi mesi, poiché è un materiale poroso, che assorbe maggiormente i sapori e può essere più facilmente contaminato da batteri e funghi, mentre è preferibile per i bimbi dai 4-6 mesi in poi, che hanno meno problemi di tipo igienico ma possono mordicchiarlo meglio quando spuntano i primi dentini e trarne maggior soddisfazione”.

I ciucci possono avere tre forme: a ciliegina, a goccia o anatomici. "Ogni bambino ha la sua preferenza, ma in linea di massima quello a ciliegia è il più simile al capezzolo materno e per questo è più adatto per i neonati, anche pretermine; la forma a goccia schiacciata e la forma anatomica - in cui la goccia ha un’incurvatura verso il basso che si inserisce meglio nello spazio tra palato e lingua - sono in genere più graditi ai bambini più grandicelli," dice Profeti.

Nei bambini nati a termine, è consigliabile iniziare ad usare il ciuccio a partire dalle 4-6 settimane di vita, quando termina la fase della calibrazione e l’allattamento si è ormai ben avviato. Secondo vari studi, infatti, l’uso del succhiotto può interferire con l’acquisizione della corretta modalità di suzione al seno (poiché la suzione del ciuccio è più simile a quella della tettarella del biberon) e può spingere il bambino ad attaccarsi di meno alla mammella, con conseguente riduzione della produzione di latte e della durata dell’allattamento.

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