Impariamo a giocare con le parole per crescere con più consapevolezza
Quando leggiamo una favola o inventiamo un racconto i bambini ascoltano la nostra voce: tono e timbro, insieme alle espressioni del viso, costruiscono una dimensione parallela.
Nel mondo del "C'era una volta" tutto può accadere: l'incanto è una magia di natura sinestestica in grado di coinvolgere i cinque sensi e dare vita a un'atmosfera. Le ricerche da tempo sottolineano il ruolo della lettura per lo sviluppo del vocabolario: è stato dimostrato che attraverso le storie possiamo costruire un atteggiamento più empatico perché esercitiamo l'abilità del "metterci nei panni di...".
Raccontare fa bene alla crescita dei bambini, perché stimola il linguaggio e amplia il vocabolario.
«Attenzione, è importante presentare le parole nuove inserendole in un contesto» spiega Irene Buttazzi, professoressa di spagnolo presso l'Università di Bologna e esperta di psicolinguistica: «Spesso le parole nuove vengono presentate in maniera isolata: è anti-naturale per il cervello perché l'essere umano ragiona per associazioni e tende creare connessioni multidimensionali tra le cose.
Isolare dal contesto una parola nuova è una tecnica artificiale. Al contrario, racconti e materiali audiovisivi ci aiutano a scoprire nuovi termini e ampliare il vocabolario inserendoli nel contesto reale di riferimento a partire stimoli reali dotati di significato cognitivo, emozionale e socioculturale».

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