Il più grande inconveniente del nuoto neonatale, specie se non si consultano medici ed esperti in materia prima di procedere, è che un bambino non sia pronto a fare questa esperienza: non tutti i bambini, infatti, lo sono allo stesso modo e nello stesso momento. Questo può dirlo soltanto un esperto in materia.
Alcuni esperti, inoltre, mettono in guardia anche rispetto all’esposizione ad alcune sostanze chimiche più o meno pericolose per i bambini piccoli. Il problema riguarda soprattutto la sanificazione delle piscine con il il cloro, che nel ristagno provoca poi altre sostanze tossiche per un bambino piccolo. In particolare, gli studi hanno dimostrato che l’inalazione di queste sostanze chimiche può contribuire allo sviluppo di asma.
Fortunatamente, alcuni metodi di sanificazione dell’acqua riducono drasticamente la necessità di cloro in piscina. I due principali metodi alternativi sono l’ozono e la nebulizzazione UV.
L’acqua salata e il bromo sono due altri metodi utilizzati da alcune piscine. Tuttavia, l’acqua salata viene effettivamente utilizzata per creare cloro dal sale piuttosto che aggiungere direttamente la sostanza chimica, per cui le piscine che utilizzano l’acqua salata contengono anch’esse cloro. Anche il bromo può formare sottoprodotti fastidiosi come il cloro, e in alcuni studi è stato dimostrato che esso nella tiroide prende il posto dello iodio con conseguenze dannose per l’organismo di un neonato.
Le mamme che vogliono iniziare i loro bambini al nuoto, pertanto, devono prendere dei provvedimenti e soprattutto evitare di sovraesporre i bambini a tali sostanze. Parlatene con il vostro pediatra, che vi saprà consigliare in materia!

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