mercoledì 20 marzo 2019

FARE PIANGERE IL NEONATO FA MALE

È opinione piuttosto diffusa che lasciar piangere il proprio bebè possa essere un metodo educativo efficace. Eppure quei pianti non ascoltati, per il neonato, potrebbero essere davvero dannosi

“Sono solo capricci, imparerà a calmarsi da solo”. “Qualche lacrima non può certo far male”.
Questi pensieri, riferiti ai neonati, sono piuttosto comuni in diverse case.
Per molti genitori infatti lasciar piangere il proprio bebè vuole essere una tecnica educativa tesa ad insegnargli ad auto-calmarsi e a trovare la via del sonno autonomamente.

Si tratta di un metodo, definito “risposta ritardata”, messo a punto dal Dott. Richard Ferber - neurologo e pediatra dell’Università di Harvard e presso l'ospedale pediatrico di Boston – che prevede di lasciar piangere il proprio bambino per periodi di tempo via via sempre più lunghi, fino a quando il piccolo non avrà imparato ad “arrendersi” e ad addormentarsi velocemente.

Non è noto esattamente cosa accada in un bambino così piccolo quando viene lasciato piangere ininterrottamente. Eppure una cosa è certa: il livello di stress in una situazione simile diventa decisamente alto, sostenerlo e adattarvisi per un neonato non è cosa semplice. Per questo le conseguenze psicofisiche potrebbero essere importanti e manifestarsi anche ben oltre i primi mesi di vita, durante la crescita del bambino.


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