Il provvedimento vorrebbe accompagnare i figli “fino alla loro presunta autonomia”, con un sistema di “decalage”: fino a 3 anni l’assegno sarebbe di 200 euro al mese; dai 3 ai 18 anni di 150 euro al mese; per poi scendere a 100 euro fino ai 26 anni. Il reddito Isee per aver diritto all’assegno da 200 euro non deve superare i 30mila euro. Andrebbe poi progressivamente a calare: dai 30 ai 50mila euro di soglia Isee. Il testo prevede anche l’innalzamento della soglia di 5mila euro per ogni ulteriore figlio a carico e per gli incapienti prevede esplicitamente che il beneficio sua corrisposto in denaro, “in modo da superare l’esclusione dalle detrazioni fiscali”.
In base alle simulazioni fatte dal governo, questo meccanismo premierebbe la maggior parte delle famiglie, un altro 20 per cento avrebbe l’assegno ridotto, mentre ne resterebbe totalmente escluso solo il 15 per cento. Resta da affrontare il nodo delle coperture. Questo provvedimento richiede altri 2 miliardi subito e 4 miliardi una volta a regime, oltre ai 19 miliardi che già oggi sono spesi per i vari assegni familiari.

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